Uno dei luoghi più significativi di Napoli è indubbiamente il complesso dei Girolamini, che si trova in pieno centro storico tra il decumano maggiore (l’attuale Via dei Tribunali) e Via Duomo.

È un complesso che si articola in più spazi: la chiesa, la quadreria, la biblioteca (una delle più importanti del Sud Italia) e due chiostri monumentali

La chiesa dei Girolamini, nota anche come chiesa di San Filippo Neri, è una delle più importanti di Napoli dal punto di vista storico-artistico. Al suo interno, infatti, sono custodite opere di grande rilievo, soprattutto di epoca barocca. La chiesa affaccia su piazza dei Girolamini, a sua volta prospiciente su Via dei Tribunali. La chiesa venne fondata nel 1586 dai padri Filippini Oratoriani, meglio noti come Girolamini, in quanto presso la chiesa di San Girolamo della Carità di Roma era stato fondato il primo “Oratorio”. Essi erano giunti a Napoli nei primi anni Ottanta del XVI secolo e, grazie alle cospicue donazioni di nobili e religiosi, avevano acquistato il Palazzo Seripando su Via Duomo con l’obiettivo di fondare una comunità, dedicata, come quella romana, alla pratica dei sacramenti e all’assistenza delle persone bisognose.

Il progetto iniziale del 1587 vide la realizzazione di una primitiva chiesa e di un oratorio, probabilmente realizzati sotto la direzione dell’architetto fiorentino Dionisio Nencioni di Bartolomeo, documentato ufficialmente solo a partire dall’anno successivo. I Girolamini, intanto, acquistarono nel 1592 l’intera insuladelimitata da Vico dei Girolamini e da Via Duomo, dando inizio alla costruzione della chiesa attuale all’interno di quello che oggi conosciamo come largo dei Girolamini. Per farlo decisero di abbattere alcune chiese preesistenti, tra le quali ricordiamo le chiese dei santi Demetrio e Simeone, dei santi Cosma e Damiano e di San Pantaleone. L’architetto che diresse questi lavori fu Domenico Fontana, celebre per le sue opere a Roma tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento.

È a questo punto che entra in scena la figura di Giovanni Antonio Dosio, importante architetto toscano assai operoso a Roma e Firenze. Al progetto del Dosio, pur con qualche incertezza di attribuzione, sembra si debba ricondurre tutto l’impianto interno, ispirato alla basilica del Santo Spirito di Firenze e alla basilica romana di San Giovanni dei Fiorentini. Alla sua morte tornò nel cantiere dei Girolamini il già citato Dionisio Nencioni di Bartolomeo che portò a termine il progetto nel 1619, anno di inaugurazione della chiesa. Nel XVII, dopo il 1655, su disegno di Dionisio Lazzari vennero realizzate la cupola e la facciata. Quest’ultima, poi, venne rivista e rinnovata nel 1780 da Ferdinando Fuga, che vi aggiunse due campanili, completati qualche anno dopo dal grande Giuseppe Sanmartino con le statue di San Pietro e San Paolo e altre decorazioni scultoree sul portale. Dopo i bombardamenti del 1943, la chiesa fu gravemente danneggiata e sottoposta a importanti restauri. Nella seconda metà del Novecento si sono susseguiti ulteriori interventi di manutenzione e, ad oggi, l’intero complesso dei Girolamini non è del tutto visitabile, poiché sono in corso impegnativi lavori di restauro che durano da anni.

L’interno della chiesa è a croce latina ed è a tre navate divise da dodici possenti colonne di granito, sei per lato. Appena entrati si viene subito colpiti dallo sfarzo degli ambienti, ricchi di ori, affreschi e marmi policromi realizzati dai migliori artisti presenti a Napoli nel Seicento. Nella controfacciata troviamo subito la Cacciata dei mercanti dal Tempio, affresco di Luca Giordano del 1684. In questo capolavoro della maturità giordanesca Cristo è senz’altro la figura principale, attorno alla quale ruota tutta la scena. Il figlio di Dio è intento a scacciare i mercanti dal tempio che, impauriti, fuggono dalle scale. Di questo affresco si segnalano il movimento dei personaggi e, soprattutto, gli effetti illuministici del colonnato tipicamente barocchi. Ai lati, sulle porte dei campanili, troviamo due affreschi di Ludovico Mazzanti che raffigurano La cacciata di Eliodoro e La punizione di Ozia.

Innumerevoli sono le opere presenti nella chiesa dei Girolamini e sarebbe impossibile descriverle tutte. Ci limiteremo a quelle più importanti che sono di altissimo livello. Tra le più importanti c’è sicuramente la tela del grande Pietro Berrettini, meglio noto come Pietro da Cortona, raffigurante Sant’Alessio morente. L’opera, realizzata a Roma nel 1638 e inviata successivamente a Napoli, fu commissionata da Anna Colonna sposa di Taddeo Barberini, nipote di papa Urbano VIII e donata alla Congregazione dell’oratorio di San Filippo Neri. Pietro da Cortona, uno dei più importanti esponenti della pittura barocca, conferisce alla scena movimento ed intimità grazie a colori caldi e avvolgenti tipici della pittura veneta ed emiliana. Altra opera di grande rilievo è senz’altro la tela di Guido Reniraffigurante San Francesco in Estasi del 1622. Un’altra importante cappella della chiesa è quella che custodisce una tela di Luca Giordano raffigurante Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, realizzata nel 1696 circa.

Dal punto vista scultoreo sarebbe impossibile non parlare della balaustra in marmo nella zona presbiteriale che ospita i preziosi Angeli reggi fiaccola di Giuseppe Sanmartino. Questi capolavori vennero realizzati in marmo di Carrara e furono realizzati nel 1787 per volere dei padri Oratoriani. Le sculture, alte circa 260 cm, rappresentano un capolavoro della scultura napoletana del XVIII secolo e sono espressione del gusto tipicamente rococò. I panneggi delle loro vesti, grazie a dei meravigliosi giochi di luce e ombra, creano un senso di leggerezza e morbidezza. I due angeli, inoltre, si caratterizzano per un’espressione del volto estremamente bonaria e per i capelli che sembrano mossi dal vento.

Nel transetto sinistro si trova il Cappellone della Natività. Quello prende il nome dalla tela centrale di Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio, raffigurante, appunto, la NativitàAl di sopra, invece, abbiamo l’Annuncio ai pastori di Fabrizio Santafede. Ai lati di queste opere pittoriche possiamo ammirare in apposite nicchie le statue di Pietro Bernini (databili al 1606): Santa Caterina da Siena, Santa Caterina Martire, San Simeone, San Mattia, San Giacomo e San Bartolomeo.



Informazioni utili:
Orari di apertura: da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 19.00 - Sabato e domenica dalle 8.30 alle 14.00  
Biglietto intero: 5,00 € 
Biglietto ridotto: 2,50 €