Monte Massico, barriera naturale che divide la piana casertana dalla valle del Garigliano, è una montagna solitaria alta “solo” 800 metri ma non bisogna sottovalutarla o deriderla, dopotutto è un luogo abitato dagli Dèi.

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Un’antica leggenda narra che in un periodo lontano lontano, quando ancora non si conoscevano le armi e l’uomo viveva di poco, sul far della sera, nella piccola e modesta casupola del vecchio contadino Falerno, comparve un viandante particolare... chi l’avrebbe mai detto che sotto quegli abiti impolverti si celasse un dio, Bacco, il signore del vino.

Commosso dall’ospitalità e dalla gentilezza del vecchio Falerno, il dio gli donò l’inebriante bevanda, che cominciò a sgorgare dai poveri calici in legno e dai secchi... ubriacatosi con il meraviglioso nettare, il contadino si addormentò e al suo risveglio si ritrovò solo ma grande fu la sua sorpresa, quando uscì di casa: il Massico era verdeggiante, ricoperto dalla vite, una distesa di verde e rosso, a perdita d’occhio.

Il vino, da allora, prese proprio il nome dell’anziano agricoltore.

Ancora oggi, a distanza di millenni, il Massico custodisce ampi boschi e, alle sue pendici, lunghi filari di vigneti dove il futuro Falerno cresce baciato dal sole.

In questo anfiteatro naturale, si snoda un lungo e suggestivo sentiero che dal paese di Falciano del Massico, sul versante sud, porta a due luoghi molto suggestivi: il primo è la cosiddetta “Grotta di s. Angelo”, una cavità carsica enorme, probabilmente legata al culto di all’Arcangelo Michele, l’altro, invece, si trova in una grande vallata nel versante nord, piana che nell’alto medioevo era abitata da una comunità di monaci, accorsi alla piccola grotta dove era vissuto e morto un santo locale, s. Martino (da non confondere con s. Martino di Tours).

Dell’antico eremo poco è rimasto ma il fascino resta sicuramente intatto, grazie sia alla grotta affrescata dove, secondo la leggenda, visse il Santo, sia per la vista che si gode verso la vallata sottostante: a sinistra il mare e il golfo di Gaeta, a destra, Il borgo medievale di Sessa Aurunca, dominato dall’antico vulcano di Roccamonfina. Natura, storia e antiche leggende... un connubio perfetto!

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Dettagli Tecnici:

Difficoltà: (medio)

Lunghezza: 15km;

Tempo di percorrenza: 6 ore circa;

Dislivello: 400 m;

 

Equipaggiamento consigliato: scarpe tecniche da trekking richieste(l’utilizzo di altra tipologia di scarpe precluderà la partecipazione per questioni di sicurezza), bacchette da trekking, abbigliamento comodo a strati, giacca o gilet anti-vento, cappello/occhiali da sole e indumenti di ricambio da portare con se o da tenere in auto.

 

 
GUIDA AMBIENTALE carlo amendolaGUIDA AMBIENTALE - Carlo Amendola
<< Guida Ambientale Escursionistica associato AIGAE, nato il 05/11/1982, risiede a Falciano del Massico, un piccolo comune della provincia di Caserta. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo Archeologico, ha lavorato per più di dieci anni tra Torino e la Valle d’Aosta, soprattutto in ambito turistico-escurionistico ma il richiamo delle sue origini l’ha riportato indietro, per dare il proprio contributo al riscatto di una terra meravigliosa... Terra Felix. >>
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