La bellezza del promontorio dominante sulla costa flegrea aveva attirato l’attenzione già di Gaio Mario, che vi aveva edificato una villa, poi entrata nella disponibilità della famosa Cornelia, la madre dei Gracchi, e infine divenuta proprietà del generaleLucio Licinio Lucullo, possessore di un’altra grande residenza nella vicina Napoli.
La villa flegrea, che grazie a un sistema di terrazzamenti si estendeva su vari livelli dalla sommità del capo Miseno fino al mare, non era da meno per dimensioni e magnificenza, tanto da essere spesso sede di feste memorabili e dei celebri banchetti “luculliani”, a cui partecipavano i personaggi più in vista del momento. A corredo degli spazi abitati, vi erano vari locali scavati nel tufo del promontorio e rivestiti in cocciopesto: un ninfeo, un complesso termale e alcune peschiere.
Non lontana dalle strutture della villa, sempre scavata nel tufo sul fianco orientale del promontorio e con accesso dalla spiaggia di Miseno, c’è una grande cisterna romana, la Grotta della Dragonara. Di grande impatto visivo per la scenografica presenza di quattro file di colonne di tufo, foderate in opus reticulatum, che sorreggono la volta a botte con aperture in cui si notano resti di scale, l’ambiente è lungo sessanta metri e largo sei ed è diviso in cinque navate da cui si diparte una vasta e intricata rete di gallerie. L’invaso, in cui confluivano acqua piovana e l’acqua di una sorgente della zona, era utilizzato perlopiù a beneficio della villa e delle altre strutture vicine e solo in parte residuale per le esigenze idriche della flotta, prevalentemente soddisfatte dal terminale dell’acquedotto di Serino nell’enorme Piscina Mirabilis.
Così come lo era per i naviganti nell’antichità, ancora oggi Capo Miseno è punto di riferimento con il suo svettante faro bianco, costruito nella seconda metà dell’Ottocento sulle rovine di una torre di avvistamento cinquecentesca. Distrutto durante l’ultima guerra mondiale, già nel 1948 fu riedificato a guardia del Canale che separa la terraferma dalle Isole Flegree. Lo si raggiunge attraverso un sentiero immerso nella natura, al termine del quale si conquista una visione spettacolare dell’intero golfo di Napoli.




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