
La bellezza del promontorio dominante sulla costa flegrea aveva attirato l’attenzione già di Gaio Mario, che vi aveva edificato una villa, poi entrata nella disponibilità della famosa Cornelia, la madre dei Gracchi, e infine divenuta proprietà del generaleLucio Licinio Lucullo, possessore di un’altra grande residenza nella vicina Napoli.

Ha lo stesso nome del simbolo della Città Eterna, l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, ma non sfigura affatto rispetto al più famoso degli anfiteatri, visto che per dimensioni è terzo proprio dopo il Colosseo e il suo omologo di Santa Maria Capua Vetere, a Capua.

Il Rione Terra è il cuore dell’antica Puteoli romana, valorizzato appieno nella sua grande valenza archeologica con un restauro che, negli anni recenti, ne ha consentito anche la fruizione da parte del pubblico.

Il monumento più singolare di Pozzuoli è il macellum, ovvero il mercato pubblico, più noto come Tempio di Serapide per il rinvenimento della statua del dio greco-egizio seduto in trono con in testa il calathos, un cesto, simbolo di abbondanza e fertilità.

Sulle origini della città, l'ipotesi più accreditata è che fu fondata intorno nell’ottavo secolo a.C. dagli abitanti della vicina Pithekoussai (Ischia) provenienti dalle città euboiche di Calcide ed Eretria.

«Nessun altro luogo risplende più dell'amena Baia».
Orazio
Il nome dell’insenatura è legato al leggendario viaggio di Ulisse che qui seppellì il suo compagno Bajos.

Dal Castello si prosegue per Bacoli e s’incontra il rudere conosciuto come la Tomba di Agrippina,