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Uno spettacolare sperone di roccia calcarea, coperto da una ricca vegetazione, che s'innalza nella valle del Sele a poca distanza dal Santuario di San Gerardo Maiella a Materdomini.
Due soli ingredienti: farina di semola e acqua. I più semplici e basilari. Che una grande abilità manuale è in grado di trasformare in un tipo di pasta fresca assolutamente peculiare, la Matassa di Caposele, riconosciuta tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Campania.
È un Geosito di importanza mondiale. Si identifica con ben dieci mofete, sparse nelle campagne di Oliveto Citra, tra campi coltivati, uliveti e frutteti rigogliosi. Tutte diverse tra loro e nel complesso rappresentative di tutti i tipi di mofeta presenti sul pianeta.
È il luogo dov'è concentrato il maggior numero di cascate di tutta la Campania. Anzi, di tutto il sud Italia. Ben quattordici quelle più conosciute e frequentate, ma i più profondi conoscitori dell'area sostengono che ve ne sarebbero alcune decine. E tutto a poca distanza dal centro di Calabritto, più esattamente alle pendici del monte Cervialto nel Parco Regionale dei Monti Picentini.
Affluente di destra del Sele, il suo percorso di 17 chilometri è concentrato tutto nella provincia di Salerno ed è legato alla cittadina di Campagna, che caratterizza con la sua suggestiva presenza in ogni parte del centro storico.
Una collinetta verde, coperta di sambuchi, elevata sulla valle del Sele, dove i pastori da tempo immemorabile portavano al pascolo le pecore.
Ė una delle quattro ciclovie più importanti d’Italia e l’unica nel Mezzogiorno. Si snoda per 500 chilometri nel territorio di tre Regioni, Campania, Basilicata e Puglia.
Servono oltre quattro litri di latte per ottenere un chilo di mozzarella di bufala. È una presenza almeno millenaria, quella delle preziose bufale in Campania.
Un minuto e mezzo. Appena. Ma talmente intenso, con la sua prorompente carica di adrenalina e le forti emozioni che regala, da sembrare senza limite.
Una straordinaria, preziosa, riserva d’acqua. Resa possibile dalla natura calcarea della roccia che favorisce l’assorbimento e l’accumulo delle acque meteoriche, alimentando fiumi e torrenti propiziatori, a loro volta, di una vegetazione esuberante e rigogliosa.
Il numero e l’importanza dei vincoli sono indicativi del valore dell’ambiente da tutelare. È Sito di Interesse Comunitario, Zona di Protezione Speciale, zona umida di interesse internazionale secondo la Convenzione di Ramsar e fa parte della più grande Riserva naturale foce del Sele-Tanagro.
Un clima piacevole d’estate e molto mite anche in pieno inverno.
Sostenevano gli antichi che il contatto con l’acqua del Sele trasformasse ogni cosa in pietra. La prima constatazione delle particolari proprietà che in quella zona caratterizzavano non l’acqua del fiume, bensì le sorgenti termominerali presenti nella località che ha preso il nome di Bagni di Contursi, a sud e a valle della collina della città, in piena riserva fluviale con la sua vegetazione lussureggiante di pioppi bianchi, salici e lecci.
Secondo Strabone, fu Giasone, dopo aver conquistato il vello d’oro, a fermarsi con gli Argonauti alla foce del Sele e a dedicare un santuario alla dea Hera.
I Monti Picentini sono una catena montuosa dell’Appennino campano in cui si distinguono una quindicina di vette, dal più alto Monte Cervialto (1809 metri) al più basso Altillo (1430 metri).
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